Marco 17 anni ucciso dal treno. Tre indagati per omissione di soccorso

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L’ipotesi di reato con cui la procura ha iscritto tre persone nel registro degli indagati è omissione di soccorso, in seguito alla morte di un ragazzo 17enne di Treviso.

Marco Cestaro, è stato travolto venerdì sera da un treno a poca distanza dalla stazione di Lancenigo.

Le tre persone indagate del reato sono il macchinista del treno e due dipendenti delle ferrovie che erano a bordo del secondo convoglio in transito sulla linea e dal quale, procedendo a passo d’uomo dopo l’allarme ricevuto dalla sala operativa, è stato notato il giovane senza sensi lungo la massicciata che era stato urtato poco prima da un altro treno. L’iscrizione dei tre ferrovieri, che per l’accusa non si sarebbero fermati per scendere per prestare i soccorsi necessari, darà la possibilità alla procura di procedere con gli accertamenti e verificare nel dettaglio come si siano andati i fatti anche a tutela degli indagati.

La procura ha anche disposto l’autopsia del povero Marco, deceduto in ospedale dopo tre giorni di agonia in terapia intensiva. Secondo la ricostruzione della polizia, presente sul luogo con i soccorritori del 118 lungo la linea Treviso – Conegliano, il 17enne, che si trovava presumibilmente rannicchiato accanto ai binari, è stato urtato dall’interregionale che in quel punto sfiorava la velocità di circa 130 chilometri l’ora. Il macchinista non si è accorto della presenza del giovane sui binari ma dopo aver sentito due colpi sospetti, ha azionato il freno d’emergenza fermando il convoglio a circa un chilometro dal punto d’impatto. Quindi è sceso dalla motrice per verificare se vi fosse qualcosa sulla massicciata e così ha fatto anche il capotreno, che è ritornato indietro di circa 200 metri a partire dall’ultimo vagone senza però notare o trovare nulla. Non trovando riscontri, ma avendo subito un urto è stato subito comunicato al treno che seguiva di procedere a bassa velocità. Proprio i ferrovieri del secondo convoglio, superata la stazione di Lancenigo, hanno notato il corpo del ragazzo a lato della massicciata. A quel punto è partito l’allarme ma i primi a raggiungere il 17enne sarebbero stati gli agenti della polizia e non gli stessi ferrovieri.

Il ragazzo, nonostante la gravissime ferite riportate, era ancora in vita ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Ca’ Foncello, dov’è purtroppo è morto lunedì pomeriggio.