Sequestrati 229 ‘ibridi’ di Lupo Cecoslovacco

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Spezzato a Serramazzoni un traffico illegale di cani selvatici lo scorso 14 gennaio, con ben 229 esemplari sequestrati, di incroci tra cane e lupo selvatico in tutta Italia. L’operazione su scala nazionale è stata portata a termine dal Servizio CITES di Roma del Comando unità tutela forestale ambientale ed agroalimentare dei Carabinieri (Cutfaa) e coordinata dalla procura di Modena e in particolare dal pm Francesca Graziano. Tutti gli animali sequestrati riguardano animali provenienti da un allevamento di cani di Serramazzoni, gestito da marito e moglie, già indagati.

Più di duecento sequestri di cani incrociati con lupo e dei relativi pedigree falsi che ne attestavano la purezza ed il qualità; sono 54 le province interessate ed oltre 200 i proprietari che sono stati truffati per aver acquistato gli animali ad una cifra esorbitante (sino a 5.000 euro a esemplare). Solo 9, invece, gli allevamenti sottoposti a controlli nel corso della complessa indagine durata 3 anni. Gli animali sono stati tutti riconsegnati ai proprietari verificando il massimo rispetto per il loro benessere, essendo stati acquistati da cuccioli e legati ormai ai propri padroni da un forte legame affettivo.

L’attività delinquenziale prevedeva l’utilizzo di lupi selvatici appartenenti alla specie Canis lupus da incrociare con cani di razza Lupo Cecoslovacco. Gli esemplari venivano prelevati e trasportati illegalmente dalla zona dei Carpazi, oppure dai paesi scandinavi o dal Nord America per essere incrociati, con cani di razza Lupo Cecoslovacco selezionati, per ottenere un esemplare genetico nuovo e capace di dare origine a animali di grande bellezza e più resistenti a problemi di salute e malformazioni ossee. Tutto ciò in violazione delle linee guida disciplinari stabilite dall’Enci (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). Questo comportamento ha permesso di ottenere ibridi  più belli e più simili al lupo selvatico e, pertanto, più stimati nel circuito dei concorsi e mostre canine. Gli appassionati pagando importi elevati, si accaparravano il cane che aveva la maggiore somiglianza sia di aspetto, sia di carattere, ad un lupo, ma anche l’aggressività dello stesso.

La truffa poi si concludeva perfettamente con la falsa dichiarazione nelle certificazioni ufficiali Enci. L’indagine è iniziata nel 2013, cui ebbe seguito la denuncia di 9 allevatori per i reati di falso ideologico, importazione e detenzione illegale di specie tutelata dalla Cites, con 2 condanne definitive. L’attività si è concentrata su un importante allevamento di cani da Lupo Cecoslovacco a Serramazzoni, da cui generazioni di cani ibridati si sono ormai diffuse in tutta Italia e all’estero.