Attenti ai morsi

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Una delle malattie ancora più diffuse al mondo è la rabbia canina, è una delle malattie più temute di sempre che ancora oggi fa ancora molte vittime tra gli esseri umani in tutto il globo.

Un tempo si pensava che questa malattia avesse origini malefiche e demoniache mentre oggi si sa che ha origini virali.

Il virus che causa la patologia rabica è della famiglia Lyssavirus. Questo tipo di virus conta 7 genotipi differenti, con ospiti e suddivisioni geografiche diverse. L’essere umano è di solito colpito dal “classico virus della rabbia” (genotipo 1), ma può essere anche infettato dal virus denominato Mokola (genotipo 3), dal virus Duvenhage (genotipo 4), e dal virus EBL2 (genotipo 6). In particolare, il primo tipo è quello collegato all’infezione classica, mentre i genotipi 2 e 7 sono classificati come “rabbia correlati”, ma tutti i 7 genotipi danno sintomi clinici e complicanze neurologiche che in sono distinguibili dal principale.

Si trasmette in seguito al contatto tra un soggetto sano con saliva infetta (sia tramite morso che tramite aerosol), il virus si inserisce nel nuovo ospite e ha inizio l’incubazione, che può durare giorni ed in alcuni casi mesi, dopo di ché il virus si manifesta con sintomi quali nervosismo, apprensione, irritabilità, si presenta poi lo stadio della rabbia furiosa che dura all’incirca 4-5giorni con sintomi di fotofobia, tendenza a mordere e forti mal di testa, la fase finale della malattia, se non curata in tempo, è un triste epilogo anticipato da sintomi come paralisi, passività agli stimoli e sguardo vacuo.

La medicina oggi è in possesso del vaccino, l’antirabica, che deve essere somministrato appena avvenuto il morso o nelle ore immediatamente successive al fatto

Il vaccino è stato scoperto nel 1885 grazie ad una donna portò il figlio di 9 anni, Joseph Meister, che era ormai quasi incapace di camminare e che era stato morso da un cane rabbioso nei due giorni precedente, nei laboratori di Louis Pasteur che, dopo una consultazione con i colleghi dottori J.J. Grancher e Alfred Vulpian, procedete ad iniettare per 13 volte in 10 giorni le stesse punture che venivano fatte ai cani infetti, ed il bambino riuscì a guarire.

La rabbia è l’unico esempio di malattia infettiva in cui la vaccinazione può avvenire anche post contagio, durante il periodo d’incubazione.