Il collare elettrico finalmente bandito

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La Cassazione ha ribadito che l’utilizzo del collare elettrico con comando a distanza è vietato e costituisce reato, confermando una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Trento che conferma il reato per il padrone che ha detenuto “il suo cane in condizioni incompatibili con la sua natura, facendogli indossare un collare elettronico in grado di procurargli sofferenza mediante una scossa emessa dagli elettrodi del collare stesso”.

E’ quindi respinta la tesi secondo la quale il suddetto collare era stato utilizzato esclusivamente per impartire all’animale comandi sonori e non anche scariche elettriche a scopo di addestramento, mentre è stato perciò ritenuto attendibile e valido quanto invece indicato dal Tribunale, ovvero che un collare in grado di emettere sia impulsi sonori sia impulsi elettrici sia stato acquistato e fatto indossare al cane solo per usarlo per gli impulsi sonori. Viene aggiunto inoltre che l’inflizione di scariche elettriche, oltre che a indurre sofferenza al cane è anche dannoso per il sistema nervoso dell’animale, in quanto lo stesso collegherà l’addestramento alla sofferenza e dolore.

La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata in Italia con la legge n. 201 del 2010, stabilisce che  “nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute e il suo benessere, in particolare costringendo l’animale a oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze e angosce inutili”.

L’unico punto da chiarire riguarda la qualificazione del reato ovvero se quanto indicato fa riferimento all’articolo 727 c.p. sull’abbandono di animali dove al secondo comma, condanna “chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze” con la pena dell’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1000 a 10000 euro , oppure all’art. 544 ter dove è indicato il delitto di maltrattamento di animali  che persegue chiunque che per crudeltà o senza nessuna necessità, sottopone un animale a crudeltà o comportamenti inammissibili per le sue caratteristiche etologiche.